L’ambito territoriale di intervento designato dal GAL della Pianura Veronese è situato nella porzione meridionale della provincia di Verona e confina ad est con la provincia di Padova, a sud con Rovigo e ad ovest con Mantova. L’area del GAL raggruppa 28 Comuni della provincia veronese per una superficie complessiva di 909 kmq con una densità media di popolazione pari a 171,17 abitanti per kmq, inferiore al valore regionale.
Sotto il profilo ambientale, il territorio costituito dal GAL della Pianura Veronese è certamente ascrivibile ad un unico ambito di pianura, trattandosi di un territorio estremamente piatto con una bassissima linea di pendenza longitudinale. A questo si aggiunge la presenza di importanti fiumi, quali l’Adige ed il Tartaro-Canal Bianco, oltre che di una fitta rete di corsi d’acqua e canali artificiali di sgrondo, originati in generale dalla fascia delle risorgive a nord. Questi attraversano longitudinalmente l’intero territorio e confluiscono nel sistema delle acque basse, costituito dai canali artificiali che scorrono trasversalmente a sud.
Sulla base della distinzione morfologica in media e bassa pianura, talvolta in uso per la Pianura Veronese, il territorio può tuttavia essere distinto in due diversi sotto-ambiti. Il primo ubicato più a nord, nel medio veronese, geo-pedologicamente formatosi dalle alluvioni più permeabili dell’Adige, ed il secondo ubicato nella porzione più meridionale, denominato Valli Grandi Veronesi, bonificato a partire dalla seconda metà del 1800, caratterizzato da terreni prevalentemente argillosi e di bassa e bassissima giacitura, che rappresentano un insieme unico di grandi spazi aperti coltivati.
I principali aspetti caratterizzanti l’area sono, pertanto, il paesaggio agrario e l’acqua, che ne compenetrano ed ordinano gli insediamenti urbani.
In particolare, il paesaggio agrario è il risultato del continuo intervento dell’uomo finalizzato proprio al controllo delle acque e all’adeguamento dell’ambiente naturale alle necessità produttive, in un lungo processo avviato già dalle popolazioni paleovenete. Il paesaggio ambientale e naturalistico dell’area si contraddistingue pertanto per caratteristiche davvero uniche. La monotonia, continua e vasta a perdita d’occhio, che caratterizza il territorio, diventa un elemento di unicità dello stesso, conferendogli una straordinaria valenza paesaggistica con le grandi estensioni agricole che disegnano uno scenario unico di grandi spazi aperti, estremamente ordinati ed armoniosi, rigato da un fittissimo reticolo di canali, attraversato da corsi d’acqua ed ambiti fluviali di pregio ambientale. Questo contesto è reso ancor più suggestivo dalla presenza di oasi paludose residuali, tra le quali si segnalano per l’elevata valenza naturalistica, quelle del Brusà e del Busatello, oltre ad altre aree SIC e ZPS. Contestualmente ad una forte omogeneità geografica, l’area presenta però anche una spiccata continuità storica-ambientale, conseguenza del condizionamento dei suoi peculiari caratteri fisici e dalla sua naturale vocazione agricola, che hanno, da un lato, inciso sugli assetti e paesaggi agrari, dall’altro determinato la rete infrastrutturale e la struttura insediativa.
L'area si caratterizza sicuramente per la rilevanza dell’attività agricola rispetto agli altri settori produttivi. In particolare la destinazione colturale prevalente, per diffusione ed estensione nel territorio in esame, è senza dubbio quella dei seminativi, tra i quali primeggiano mais, soja, frumento, tabacco e riso, le cui colture estensive si prestano inoltre ad un’elevata meccanizzazione e ad un conterzismo sia attivo che passivo. In prossimità dei centri urbani l’agricoltura assolve sempre più alla funzione di tessuto connettivo, che però si apre su spazi-dimensioni (di vuoto urbanistico) di grande valenza e importanza, sia a livello veneto, che nazionale.